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Guida autonoma: a che punto siamo?

Redazione RMS

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La guida autonoma è un vero e proprio pallino delle case automobilistiche: la sua piena implementazione rivoluzionerebbe per sempre il mercato dell’automotive con ricadute positive per i guidatori e per la sicurezza stradale. Ecco a che punto sono i principali sviluppatori

 Prima della pandemia se ne parlava molto di più, ora l’interesse verso la guida autonoma sembra essere scemato. In realtà non è così: i temi all’attenzione dell’opinione pubblica saranno leggermente mutati, ma gruppi hi-tech e case automobilistiche continuano a investire nello sviluppo di tecnologie smart.

Proseguono anche test e sperimentazioni su strade aperte o chiuse al traffico. Iniziano anche ad affacciarsi modifiche ai codici della strada in tutto il mondo per autorizzare la guida autonoma. Tuttavia un piccolo stop rispetto a un processo che sembrava irreversibile è arrivato. Vediamo perché.

I cinque livelli per categorizzare la guida autonoma

La comunità internazionale ha elaborato una suddivisione in cinque tipi di guida autonoma: il livello zero corrisponde alla guida tradizionale, il livello cinque equivale a una guida totalmente autonoma, in cui il volante non sarà più previsto. Attualmente le auto più avanzate occupano i livelli intermedi.

Le vetture più tecnologiche raggiungono tranquillamente il livello 3, ovvero quello di guida altamente automatizzata. In situazioni ben definite e prevedibili queste auto possono marciare senza l’intervento umano, “interfacciarsi” con la strada e con il contesto circostante, permettere la distrazione temporanea del guidatore. In situazioni più imprevedibili, però, l’intervento umano è fondamentale.

La maggior parte delle auto, invece, è dotata di automazione fino ai primi due livelli: sistema ADAS, Cruise Control, mantenimento della corsia, frenata automatica, parcheggio guidato.

Quanto manca per raggiungere i livelli 4 e 5

Ora gli obiettivi da raggiungere sono due: il primo, più realizzabile, è quello di portare tutti i veicoli al livello 3, conquistato da tempo (per intendersi) da Tesla o Audi. Il secondo riguarda la dotazione dei primi veicoli con livelli 4 e 5. La situazione si è rivelata più complessa del previsto. La guida totalmente autonoma è facile da raggiungere in contesti circostanziati, ma in un ambiente caotico, come quello delle nostre città c’è ancora molto lavoro da fare.

Attualmente le principali case automobilistiche, in associazione con giganti dell’hi-tech e dell’Intelligenza Artificiale, stanno progettando veicoli totalmente autonomi per muoversi in autostrada su corsie dedicate o in piccoli contesti controllati. Un esempio è la tecnologia utilizzata per le driverless car delle Olimpiadi di Tokyo 2021.  

In attesa di ulteriori sviluppi tecnologici e di una richiesta più forte da parte del mercato, quindi, i principali costruttori preferiscono orientarsi sull’elettrificazione della propria gamma, problema sentito come più urgente. Questo è il motivo per cui nei claim pubblicitari si pone molta più attenzione allo sviluppo di motori elettrici, piuttosto che verso la guida autonoma. Ciò non significa, però, che la ricerca e lo sviluppo si siano fermati. Basti pensare che i costruttori continuano a investire miliardi di euro nella ricerca e che, ad esempio, presto verrà inaugurata la prima smart road in Europa: l’Autostrada d

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